Che cosa stavo cercando? Che cosa volevo prendere?
Potevo star lì minuti interi a spremermi le meningi ma, niente, non c'era verso di ricordarmelo. Il più delle volte quindi la resa era inevitabile, e me ne ritornavo mesto alle faccende a cui ero prima affaccendato. E lì spesso la scintilla: "certo, mi mancava questo!" , "ecco, sì, volevo fare quest'altro!".
Da qui l'illuminazione (ma mi sa più di scoperta dell'acqua calda, vabbé): perchè non tornare subito indietro, evitando perdite di tempo inutili e aspettare la scintilla? Il metodo si è rivelato infallibile, e il ricordo ritorna nello stesso momento in cui si torna a fare quello che facevamo prima dell'amnesia! Fin ora ha funzionato il 100% delle volte.
Misteri del cervello, ma nemmeno tanto.
Proverò infatti a spiegarne il motivo in una maniera molto terra-terra, quasi come la mia conoscenza in materia. La semplificazione più grande che farò è quella di considerare un'azione controllata da un solo neurone (cellula del tessuto nervoso), quando invece sono intere zone cerebrali ad entrare in gioco anche nelle cose più semplici che facciamo (quindi parliamo di decine o centinaia di milioni di neuroni).
Ebbene, cosa succede nel cervello ad esempio quando vogliamo incollare una foto in un album e ci accorgiamo che la colla è nello studio? Succede che il neurone attivo "incollare foto" (vedi l'immagine sottostante) invia un messaggio elettrico tramite uno dei tantissimi ponti (100.000 per ogni neurone) al neurone "prendere la colla nello studio".
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| In blu: neurone "incollare foto"; in giallo: neurone "colla nello studio". In fucsia: il ponte (assone) di collegamento tra i neuroni blu e giallo. In verde: neurone "prezzo dei cetrioli assurdo" |
Mi avvio quindi verso lo studio, ma intanto con la mente inizio a divagare, pensando a tutt'altro, magari al perché il prezzo dei cetrioli è salito così tanto. Può capitare però che il concetto "prezzo dei cetrioli assurdo" interessi un neurone molto distante da quello "colla nello studio", e magari non ha nemmeno ponti che lo raggiungano direttamente.
Allora quando arrivo nello studio (è già qualcosa...) ecco che non riesco più a ritrovare quei collegamenti, quei fili logici che mi riportino al cosa volevo fare. Da qui l'amnesia.
Ritornare a fare quello che facevamo prima rimette invece in gioco il neurone "incollare foto" e questo ci ricorderà subito che un suo ponte è ancora polarizzato, ovvero eccitato elettricamente dal neurotrasmettitore. Ed è il ponte che congiunge il neurone "colla nello studio". Da qui il ricordo.
Ecco perché a volte il ricordo torna anche mentre stiamo tornando indietro dallo studio, ben prima di riprendere la foto in mano; perché già la nostra mente, più veloce delle gambe, è tornata ad occuparsi di ciò che faceva prima. Ed ecco perché prima torniamo indietro e più immediato e sicuro è il ritorno del ricordo, essendo più "calda" la scintilla del neurotrasmettitore.
Evidente che nel caso citato il ricordo tornerà comunque anche dopo molto tempo, perché comunque la colla continuerà a mancare. Ma pensiamo a casi come "sto incollando una foto nell'album e mi vien voglia di telefonare alla tizia che appare sullo sfondo. Vado subito in sala dove è il telefono".
Quindi mi raccomando: REWIND to REMIND!

